Dalle trame emblematiche di tanta favolistica si sono individuati tre motivi fondamentali e ricorrenti che sono stati spettacolarizzati: il bambino che si perde nel bosco, l’orco che impedisce di trovare la via del ritorno, la conquista dello stivale con la fuga di tutte le paure.
Genitori e figliolini - i figliolini crescono e dovrebbero cominciare a far da soli ma i genitori nella loro premura e preoccupazione continuano sostituirsi a loro, non decidendosi mai al distacco.
Bosco - ora testoline che si tendono, ora mani che cercano di stringersi, ora gambette che scantonano; si richiamano inutilmente: le loro voci si dissolvono; l’uccellaccio che ruba le molliche di pane, i lumini che si accendono e si spengono; l’albero su cui salgono per cercarsi; le casine colorate all’orizzonte; la buca nera in cui precipitano.
Orco - per realizzare un orco infinitamente grande e dei figliolini infinitamente piccoli, l’orco si vedrà a pezzi: capelli, occhio, bocca; il corpaccio dell’orco che i figliolini attraversano simboleggia la grande fatica, la grande paura ma anche la grande voglia di rischio e di nuovo di quella meravigliosa avventura che è la crescita.
Stivale magico - bisogna faticosamente sfilarglielo per finire l’infinito orco: lo stivale finalmente si apre e si svuota di tutte le paure vissute e immaginare dai bambini.
La compagnia tetatrale degli Accettella presenta questa favola originale nel
teatro Mongiovino.